Youth and Leadership

27 Giu 2021 in Notizie

La Leadership Adattiva nel cartone animato Disney Oceania: la Leadership per le nuove generazioni

“l’orizzonte mi chiama a sé per nome”

Gramma Tala, Moana

27 giugno 2021

By Garrett Obrycki

Oltre a sostenere la formazione della leadership adattiva dei giovani, lo scopo di questo articolo è introdurre alcuni dei concetti chiave della leadership adattiva come osservabile nella storia di Oceania. L’articolo è creato da Garrett Obrycki, cantante d’opera, esperto di Arte, Leadership ed Education ed ospitato per una fellowship estiva presso OLI - Adriano Olivetti Leadership Institute. La visione che va oltre al contesto italiano, ma che si integra tramite l’esperienza in corso con le giovani classi, fornisce uno sguardo utile per le applicazioni della leadership alle nuove generazioni in Italia. 

Per sottolineare il collegamento tra le giovani generazioni e la Leadership Adattiva è sufficiente osservare Oceania, il successo Disney che racconta la storia di una bambina, brillante e vivace con un cuore dedicato alla sua comunità. Il film, uscito meno di una decina d’anni fa, fu immediatamente amato da bambini di tutto il mondo che gridano, cantando a squarciagola "Quanto lontano andrò". Al di là del potere della musica, dell'illustrazione e dei personaggi indimenticabili, uno sguardo critico attraverso la lente della leadership adattiva spinge oltre il morale del coraggio e della determinazione verso delle strutture profondamente intessute nel framework della leadership adattiva.

La storia è vecchia come il tempo (riferimento a un altro amato classico Disney, La Bella e la Bestia). Un gruppo di persone, dall'isola polinesiana di Motunui, affronta sfide senza precedenti che minacciano la loro cultura, il loro stile di vita e che si spingono oltre l'insieme di strumenti che in precedenza si sono dimostrati di successo. Molti membri del villaggio si aggrappano allo status quo durante queste sfide, sperando che questo riporti la pace. Nei cicli vitali del cambiamento, il conflitto è naturale e per i Motunui il cambiamento è ovunque: i corpi stanno invecchiando, l'isola sta lentamente affrontando una crisi ambientale, la dea dell'oceano, Te Fiti, è stata distrutta.

Ma quando si verifica un cambiamento, come determiniamo l'origine del conflitto? 

La diagnosi del conflitto è un principio alla base della leadership adattiva. In Oceania, osserviamo il conflitto all'interno dei vari personaggi a livello personale, anche definito il micro. Ne troviamo un esempio nei numerosi disaccordi tra Oceania e il padre, Tui. Il conflitto emerge anche a livello meso e, sebbene sia certamente correlato al micro, ha una portata più ampia. Per i Motunui, non solo vediamo la distruzione dell'isola e delle sue risorse come menzionato in precedenza, ma anche la necessità di un nuovo capo quando sorge una nuova generazione. E infine, la leadership adattiva ci sfida ad ampliare ulteriormente, a livello macro, per raccogliere tutte le informazioni sul cambiamento sistemico in corso. È nonna Tala, di cui sapremo di più in seguito, che si addentra nel complesso passato e racconta la storia di Maui che ruba la pietra di Te Fiti, trasformandola nel Te Kā, demone della terra e del fuoco. Finché il Ta Kā rimane, la terra non sopravviverà. Ora, abbiamo rapidamente tracciato una diagnosi semplificata dell'emergere di conflitti a Oceania. 

Ma cosa facciamo con questa conoscenza, come interveniamo? 

Per molti, di fronte a grandi conflitti, la tendenza è quella di guardare direttamente a figure di autorità per avere risposte. Per l'isola, la pressione ricade su Tui, padre di Vaiana e figura di autorità come capo del villaggio. Le suddette perdite e l'incertezza mantengono rigidi gli interventi di Tui - basati su rituali, tradizioni, lealtà, gerarchie. Tui, congelato dalla paura per la perdita del suo amico a causa del potere dell'oceano, si rifiuta di vedere lo specchio d'acqua come un alleato e crede che preparare Oceania per il regno risolverà queste sfide. Per molti, anche al di fuori del mondo della leadership adattiva, questa rigidità è frustrante da osservare. Come possiamo andare oltre la paura della perdita, quando potremmo aver già perso così tanto? Qui è dove ci rivolgiamo a Oceania e nonna Tala, la sua confidente. Entrambe queste donne hanno una connessione profonda con l'oceano - qualcosa di vasto, pacifico, potente, bello, solitario, pericoloso, incerto - e ognuna vede interventi "oltre la barriera corallina". Nonna Tala, con la sua profonda conoscenza della storia del suo popolo, non è estranea alla perdita. Ha visto la sua isola perdere così tanto con ogni generazione che passa, e il suo ultimo capitolo terreno si chiuderà presto. Ma piuttosto che congelarsi davanti alla dolorosa realtà dell'isola e alla paura dell'oceano, Nonna Tala collega Moana agli spiriti e alla spinta dei loro antenati, condividendo che la gente di Montuniu proviene da una stirpe di esploratori di mare e, in definitiva, donandole pietra di Te Fiti. Questo legame e la fiducia tra i personaggi creano un ambiente favorevole alle conversazioni spesso difficili sul cambiamento. Mentre Oceania respira le storie del suo lignaggio e i valori tramandati, si connette più profondamente al suo purpose. Sa che l'unico modo per ripristinare l'isola, per ripristinare il mondo, per portare la pace alla sua gente, è trovare Te Kā e restituire la pietra. Non esiste una guida per Vaiana, eppure sceglie di appoggiarsi al purpose, sceglie di adattarsi. Adattarsi talvolta nella lingua italiana è intesa l’azione di trovare uno spazio di comfort rispetto ad una situazione definita, in questo caso lo intendiamo in connessione all’apprendimento, all’evoluzione individuale e della comunità, quindi strettamente connessa al cambiamento. Le parole guida di nonna Tala, "Vai dentro, suona il tamburo e scopri" alimentano la sua ispirazione. Mentre vede e sente le perdite che la sua isola sta affrontando, Moana ha una realtà diversa e ignorando la costante richiesta di suo padre di non andare oltre la barriera corallina, Moana inizia il suo viaggio, sapendo che sarà pieno di pericoli, solidarietà ed è alimentato dall'incertezza.

 

Con poca autorità, esercita la leadership. 

 

Per non rovinarvi il capitolo finale del film, finiremo qui, per ora. Ci sono ancora molti termini di leadership adattiva da condividere, ma a questo punto vi incoraggio ad assorbire alcuni di questi pensieri e a guardare (o rivedere) Oceania attraverso la lente della leadership adattiva. Cosa notate?

Ora, questo suggerimento è volto a spingere una diagnosi anche da parte di altre generazioni. Forse c’è spazio per cambiare il nostro atteggiamento nei confronti dei giovani e la loro naturale capacità di mobilitarsi e abbracciare un purpose? Per Oceania, il suo stato naturale è esplorare, scoprire e imparare come le giovani menti che riempiono le sale delle scuole di tutto il mondo. 

Oceania non è certamente l'unica storia immaginaria di una giovane che esercita una leadership (nella sola Disney, ci sono i recenti Frozen, Princess and the Frog o Tangled) - tutte giovani donne che esercitano una leadership incredibile. La loro energia, spinta e leadership rispecchia il lavoro di molti giovani di oggi, al di là dei responsabili del cambiamento di alto profilo come Malala Yousefzai o Greta Thunberg. La leadership adattiva vive all'interno di aule, mense, università, stage e oltre.

Dove vedi questo potenziale e come possiamo continuare a incoraggiarlo? Non si nasce leader e non ci sono requisiti per iniziare a esercitare la leadership. Per alcuni, come Oceania, il purpose guida l'azione, insieme a un po' di incoraggiamento da Nonna Tala. Per altri, un po' di incoraggiamento derivante dalle lenti fornite dal framework della leadership adattiva può essere invece la scintilla necessaria. Indipendentemente da ciò, gettare le basi di questo tipo di lavoro per i giovani studenti fornisce un linguaggio condiviso per affrontare il conflitto e il cambiamento insito in ciascuna delle nostre vite. La leadership adattiva non è qualcosa di nuovo, ma un poema epico che fa luce sui modelli di cambiamento. Guardare alle sfide e ai cambiamenti sistemici all'interno della scuola, del lavoro, della famiglia, dei nostri paesi e anche di Oceania, che con un occhio adattivo crea un'opportunità unica di comprendere gli ecosistemi in cui operiamo ed attuare mosse adattive verso il futuro.

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Illustrations of Adaptive Leadership in Disney's Moana: The case for Young People in AL

"Go inside, bang the drum, and find out"

We need not look any further than Moana, Disney’s blockbuster featuring a young, brilliant, and spirited child with a heart for her community, to make the connection between youth and adaptive leadership. A film less than a decade old - immediately beloved – has children around the globe shouting (singing…) from the top of their lungs “How Far I’ll Go”. Beyond the power of music, illustration, and unforgettable characters, a critical look through the lens of adaptive leadership pushes beyond the morale of bravery and determination to frameworks woven so deeply into the fabric of adaptive leadership.

In addition to making the case for youth adaptive leadership training, the purpose of this article is to introduce some of the key concepts of adaptive leadership as seen in the story of Moana.

The tale is as old as time, (yes, this a reference to another beloved Disney classic, Beauty and the Beast). A group of people, here from the Polynesian island of Motunui, face unprecedented challenges that threaten their culture, their way of life, and that push beyond the set of tools that have previously proven successful. Many members of the village cling to the status quo during these challenges, hoping this will restore peace.

In the life cycles of change, conflict is natural, and for Motunui, the change is everywhere: bodies are growing old, the island is slowly facing an environmental crisis, the goddess of the ocean, Te Fiti, has been destroyed.

But when change occurs, how do we determine the source of the conflict? 

Diagnosis of conflict is a principle at the core of adaptive leadership. In Moana, we see conflict within the various characters on a personal level or, in adaptive leadership, the micro; an example of this is in the many disagreements between Moana and her father, Tui. Conflict also emerges at the meso level, and while certainly related to the micro, it has a broader reach. For the Motunui, we not only see the destruction of the island and its resources as earlier mentioned, but also a need for a new chief as a new generation rises up. And finally, adaptive leadership challenges us to zoom out even further, at the macro level, to gather all the information of systemic change. It is Gramma Tala, who we will learn more later on, who reaches into the complex past and shares the story of Maui stealing the stone of Te Fiti, turning her into the Te Kā, demon of earth and fire. As long as the Ta Kā remains, the earth will never survive.

Now, we have quickly laid out a simplified diagnosis of the emergence of conflicts in Moana. But what do we DO with this knowledge, how do we intervene?

For many, when faced with great conflict, we look directly to figures of authority for answers. For the island, pressure falls on Tui, Moana’s father and a figure of authority as chief of the village The aforementioned losses and uncertainty keep Tui’s interventions rigid - relying on rituals, traditions, loyalties, hierarchies. Tui, frozen in fear at the loss of his friend to the power of the ocean, refuses to see the body of water as an ally and believes preparing Moana for chiefdom will resolve these challenges. For many, even outside the world of adaptive leadership, this rigidity is frustrating to watch. How do we move beyond the fear of loss, when we may have already lost so much?

Here is where we turn to Moana, and Gramma Tala, her confidante. Both these women have a deep, deep connection to the ocean - something vast, peaceful, powerful, beautiful, lonely, dangerous, uncertain - and they each see interventions “beyond the reef.” 

Gramma Tala, with her deep knowledge of the history of her people, is no stranger to loss. She has seen her island lose so much with each passing generation, and her final earthly chapter will soon close. But rather than freeze at the painful reality of the island and the fear of the ocean, Gramma Tala connects Moana to the spirits and drive of their ancestors, sharing that the people of Montuniu come from a line of water explorers, and, ultimately, gifting to her Te Fiti’s stone. This bond, and the trust between the characters, establishes a holding environment for the often difficult conversations of change.

As Moana breathes in her lineage, she connects deeper to her purposeShe knows that the only way to restore the island, to restore the world, to bring peace to her people, is to find Te Kā and return the stone. There is no guidebook for Moana, yet she chooses to lean into her purpose, chooses to adapt. Gramma Tala’s guiding words, "Go inside, bang the drum, and find out" fuel her inspiration. While she sees and feels the losses her island is facing, Moana has a different reality and disregarding her fathers constant demand to not go beyond the reef, Moana begins her journey, knowing it will be filled with danger, solidarity, and is fueled with uncertainty.

With little authority, she exercises leadership.

Rather than break down the final chapter of the film, we will end here - for now. There are still many terms of adaptive leadership to share, but at this point, I encourage you to absorb some of these thoughts, and watch (or re-watch) Moana via the lens of adaptive leadership. 


Now, this is not a suggestion for us that we all need to take on the mighty forces of mother nature and powerful demons of the earth. But perhaps we can begin to change our own attitudes about young people and their natural ability to mobilize and embrace purpose. For Moana, her natural state is one of exploring, discovering, and learning like young minds that fill the halls of schools around the globe.

Moana is certainly not the only fictional story of a young person exercising leadership (in Disney alone, look at the recent Frozen, Princess and the Frog, or Tangled) - all young women exercising incredible leadership. Their energy, drive, and adaptive leadership mirrors the work of many young people today, beyond the high-profile change-makers like Malala Yousefzai or Greta Thunberg. Adaptive leadership lives within classrooms, lunchrooms, universities, internships, and beyond. Where do you see it and how can we continue to encourage it?

One is not born a leader and there is no set of requirements to begin exercising leadership. For some, like Moana, the purpose drives the action, along with a bit of encouragement from Gramma Tala.. For others, a bit of encouragement from framework, potentially adaptive leadership, may be the necessary spark. Regardless, laying down the foundations of this type of work for young students provides a shared language to approach the conflict and change inherent within each of our lives.

Adaptive leadership is not something novel, but an epic poem shedding light on patterns of change. To look at systemic challenges and changes within school, work, family, our countries, and yes, even Moana, with an adaptive eye creates a unique opportunity of understanding the ecosystems in which we operate and make adaptive moves into the future.

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