La Leadership Adattiva: nuove lenti per affrontare il cambiamento

23 Nov 2020 in Notizie

Le origini dell’approccio italiano  

Nell’estate del 2018 viene pubblicata la versione italiana de La Pratica della Leadership Adattiva: strumenti e tattiche per trasformare le organizzazioni e le comunità curata da Stefano Zordan. Un libro atteso da professionisti delle risorse umane e da esperti di questioni organizzative, ma adatto ad un pubblico ben più vasto, ossia a tutti coloro che si interrogano su come rendere la loro azione di leadership più efficace.

Nel corso dei primi due anni dalla sua pubblicazione in Italia, La Pratica della Leadership Adattiva ha provocato importanti conversazioni, al Nord come al Sud, tra giovani e meno giovani, presso aziende di varie dimensioni, pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore.

Una veloce scorsa all’indice è sufficiente per notare come il materiale in esso presentato si differenzi in modo significativo dal contenuto di tanti manuali sulla leadership. Infatti, essendo stato sviluppato in una facoltà di scienze politiche, il modello della leadership adattiva insiste sulla necessità di sviluppare un approccio sistemico ai problemi complessi con cui le organizzazioni si devono confrontare. 

Che cosa ci insegna la Leadership Adattiva

Invece che focalizzarsi sui tratti della personalità che contraddistinguono un leader, o sulle caratteristiche da sviluppare per diventarne uno, il framework della Leadership Adattiva presenta la leadership come una pratica, un esercizio alla portata di tutti, indipendentemente dal ruolo che ricoprono e dalle loro inclinazioni caratteriali. Esercitare la leadership va dunque ben oltre la capacità di influenzare gli altri: è una vera e propria attività politica, che richiede a chi ci si vuole cimentare di affinare le proprie abilità diagnostiche, ancor prima che di intervento.

Chi desidera che la propria comunità, organizzazione, azienda avanzi nel suo processo evolutivo o, in altre parole, diventi più adattiva, deve dunque trovare il coraggio di esercitare la leadership. Ed ecco allora che diviene fondamentale che identifichi quali valori sono in gioco per le varie fazioni che compongono la sua organizzazione, quali paure le caratterizzano, quali alleanze hanno forgiato tra loro, quali questioni si rifiutano di vedere, a quali domande scomode si sottraggono. 

Questo lavoro di mappatura, finalizzato all’individuazione della sfida complessa con cui il sistema si deve confrontare, precede l’opera di mobilitazione delle varie fazioni per la risoluzione della sfida in questione. Ed è proprio in questa fase che le resistenze all’esperimento di leadership si fanno più acute, motivate dalle possibili perdite che tale esperimento può causare.

Esercitare la leadership per/all’interno di un gruppo significa dunque mostrare loro che le perdite che dovranno subire non saranno state invano, ma avranno reso il gruppo più adattivo, meglio equipaggiato ad affrontare le sfide complesse che ne minacciano l’integrità e la sopravvivenza. Significa fornire loro delle prospettive alternative che gli permettano di superare la legittima paura della perdita, significa offrire nuovi significati collettivi, costruire nuovi ponti e farsi ponte a propria volta.

Le ambiguità dell’area di studio della Leadership

È spesso emersa una certa idiosincrasia verso il concetto di leadership, non di rado confuso con quello di autorità e associato a tratti della personalità quali la forza, la notorietà, l’autoreferenzialità, la sicurezza di sé. Al propagarsi di queste mistificazioni riguardo alla leadership hanno contribuito negli anni esempi di “leader” spesso deludenti o addirittura dannosi per la coesione delle nostre comunità.

L’utilità di questo modello per il Sistema Italia

In un momento storico in cui il sistema Italia e tutti i sottoinsiemi che lo compongono si devono confrontare con sfide enormemente complesse - dal cambiamento climatico all’invecchiamento della popolazione, dai flussi migratori allo spopolamento delle aree rurali, dal difficile passaggio generazionale alla stagnazione economica, dalla delocalizzazione della produzione industriale alla rivoluzione digitale, dall’incertezza del progetto europeo alle crescenti disuguaglianze tra territori e tra fasce della popolazione, dall’incertezza politica alle questioni identitarie – e il tutto aggravato dalla pandemia di Sars Covid 2 -  praticare la leadership a tutti i livelli diviene sempre più cruciale.

La prospettiva sistemica introdotta dal modello in questione ci aiuta dunque a spersonalizzare il discorso sulla leadership e a riacquistare fiducia nella necessità di praticarla più spesso e più efficacemente. Ci ispira a trovare il coraggio di cimentarci nell’esercizio della leadership nei nostri contesti personali, professionali e sociali, ci offre preziosi strumenti di diagnosi e di intervento, e ci sostiene quando siamo tentati a gettare la spugna.

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